Travellismus: Il Blog

Travellismus: Il Blog. Viaggiare oltre una lista

Travellismus non è nato come un blog. È nato dalla ricerca di un nome.

Per anni ho lavorato con il nome AlanSpeak. Era nato in modo naturale durante la mia vita da insegnante di lingue e, con il tempo, era diventato AlanSpeak Travel. Mi aveva servito bene, ma, con l’evolversi dell’attività, c’era qualcosa che non mi convinceva più del tutto. L’attività era cambiata. Il nome no.

Ho passato quasi quattro mesi alla ricerca di un sostituto. Tutti i nomi più ovvi erano già stati presi. Appartenevano a qualcun altro, costavano una piccola fortuna oppure, semplicemente, non riuscivano a esprimere quello che volevo comunicare. Alla fine ho smesso di cercare. Se la parola giusta non esisteva, avrei dovuto inventarla.

Su una cosa non avevo dubbi: doveva parlare di viaggi. Ho iniziato a giocare con diversi suffissi finché una combinazione non mi è sembrata quella giusta. Così è nato Travellismus. Non perché volessi creare un marchio originale a tutti i costi, ma perché nessuna parola esistente descriveva davvero l’idea che avevo in mente. -ismus suggerisce qualcosa di più di un semplice argomento. Richiama un modo di pensare, un metodo, quasi una filosofia. Non quella di spuntare destinazioni da un elenco, ma di prestare attenzione ai piccoli dettagli che rendono un viaggio davvero memorabile.

Dopo aver finalmente inventato il nome, non ne feci praticamente nulla. Rimase in un cassetto per quasi un anno, mentre la vita andava avanti. Feci pace con AlanSpeak e aggiunsi semplicemente Travel alla fine, così che fosse subito chiaro di cosa si occupava l’attività. Travellismus rimase soltanto un’idea, in silenziosa attesa del momento giusto.

Poi, del tutto inaspettatamente, arrivò un’e-mail che mi proponeva una collaborazione nel settore dei viaggi. Finalmente avevo un motivo per aprire un blog. Mentre riflettevo su cosa scrivere, mi resi conto che non avevo bisogno di inventare delle storie. Ne avevo già più di vent’anni. Storie su ciò che i viaggi mi avevano lasciato: le persone, le conversazioni, le situazioni più assurde e quei momenti che, quasi senza accorgertene, cambiano il tuo modo di vedere il mondo. Travellismus: Il Blog divenne la loro casa.

Travellismus: Il Blog è dedicato a chi crede ancora che un viaggio debba significare qualcosa. Non la versione costruita del «sto vivendo la mia vita migliore» pensata per i social media. Non i selfie in aeroporto, le piscine a sfioro e ventisette fotografie quasi identiche della colazione. Parlo di qualcosa di più autentico. Di quei viaggi che cambiano il tuo punto di vista, la tua pazienza, il modo in cui comprendi gli altri o, quanto meno, il modo in cui guardi un semplice angolo di strada in un altro Paese.

Oggi viaggiare è diventato stranamente efficiente. Esiste una vera e propria filosofia che punta a ottimizzare, catalogare, consumare e trasformare ogni viaggio in una prova pubblica di aver «fatto» una destinazione. Il viaggio è diventato una serie di caselle da spuntare. Paesi ridotti a statistiche. Culture intere compresse in liste del tipo «Le dieci cose da non perdere», scritte da persone che si sono fermate appena il tempo necessario per voltare le spalle al monumento e scattarsi un selfie.

L’obiettivo non è collezionare luoghi da pubblicare su Instagram. È capire ciò che esiste tra un luogo e l’altro e conoscere le persone che li rendono vivi.

Questo è un luogo dedicato alle cose che ti rimangono dentro. Un piccolo trattore che attraversa una cittadina indiana dopo il tramonto, riempiendo le strade di nuvole di fumo per la disinfestazione mentre tutti continuano la loro vita come se fosse la cosa più normale del mondo. Un pullman VIP a Sulawesi il cui impianto di aria condizionata trascorre nove ore ininterrotte cercando di ricreare il clima artico nel bel mezzo dei tropici. I passeggeri abituali salgono a bordo vestiti per sopravvivere all’inverno. Gli ignari, invece, si congelano lentamente in pantaloncini e maglietta, scoprendo che né tangenti, né suppliche, né minacce convinceranno l’autista a sfiorare il termostato.

Ci sarà anche qualche tana del Bianconiglio che inizierà con una domanda apparentemente semplice e finirà in un luogo del tutto inaspettato. Perché viaggiare è raramente qualcosa di ordinato, lineare o perfetto.

A distanza di anni, sono quasi sempre questi i ricordi che rimangono. Non i monumenti in sé, ma i momenti che ti hanno fatto fermare, sorridere, chiederti che cosa diamine stesse succedendo e mettere in discussione ogni decisione presa nelle ventiquattro ore precedenti.

Allora, che cos’è Travellismus?

Travellismus è semplicemente il nome che ho dato a un modo di viaggiare che dà più valore alla comprensione che a spuntare una lista di luoghi visitati. Una filosofia. Un modo di intendere il viaggio. Spero che Travellismus: Il Blog riesca a dare forma a questa idea attraverso le sue storie.

Cosa troverai qui

Travellismus nasce dalle storie, ma non si ferma a quelle. Accanto ad esse troverai articoli dedicati a destinazioni, cultura, storia, gastronomia, lingue, trasporti e a tutte quelle piccole curiosità che rendono il viaggio più ricco e significativo. Alcuni hanno un taglio pratico. Altri esplorano semplicemente le persone, le tradizioni e quei dettagli che è facile lasciarsi sfuggire.

La filosofia che ispira Travellismus non è una novità. Molto prima dei social media, i viaggiatori scrivevano già delle persone incontrate lungo il cammino, delle culture scoperte e delle idee riportate a casa. Uno degli esempi europei più celebri fu il Grand Tour, quando i giovani aristocratici attraversavano l’Europa alla ricerca di cultura, conoscenza ed esperienza, non semplicemente per spostarsi da un luogo all’altro.

Sebbene molte di queste storie nascano da viaggi che hanno cambiato il mio modo di vedere il mondo, la stessa filosofia vale sia per un fine settimana a Siviglia, sia per un itinerario attraverso l’Europa centrale, un viaggio in Corea del Sud o un mese alla scoperta dell’India. Se queste storie ti fanno venire voglia di viverla in prima persona, dai un’occhiata a Colori dell’India, un itinerario pensato per andare oltre una semplice lista di luoghi da visitare.

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